Thursday, 12 September 2013

Commento: Bared to You / Reflected in You / Entwined with you (Crossfire Trilogy)

Autore: Sylvia Day
Titolo Originale: Bared to you #1, Reflected in you #2, Entwined with you #3
Titolo Italiano: A nudo per te #1, Riflessi di te #2, Nel profondo di te #3
Anno Pubblicazione: 2012 - 2013

Genere: Romanzo erotico
Ambientazione: Contemporaneo, New York
Serie: Crossfire trilogy 

Giudizio: 5/10




Non so da dove iniziare, so che andrò contro l’opinione generale, ma a me questa trilogia non è affatto piaciuta. Sylvia Day ha scritto libri molto migliori di questi.

Lei è Eva Tramell, una ragazza appena trasferitasi a New York da San Diego per iniziare un lavoro in una agenzia pubblicitaria. La prima volta che si reca al Crossfire, il grattacielo dove ha sede l’agenzia, incontra il “sexy e virile esemplare di maschio” (cito testualmente) che è Gideon Cross, proprietario del Crossfire. Tra loro subito scatta il colpo di fulmine prima sotto forma di passione per poi diventare qualcosa di più. I due dovranno però affrontare diversi problemi per raggiungere il loro lieto fine.
SPOILER
O almeno spero che lo raggiungeranno nelle prossime puntate.
FINE SPOILER

Ho deciso di fare un commento che racchiudesse tutta la trilogia perché veramente c’è poco da dire che non sia comune a tutti e tre i libri. Dopo aver letto il primo ho pensato: Quindi? Che è successo in questo libro? Risposta: NIENTE. Questi due hanno mille problemi e cercano di risolverli piano piano (piano). Ma fatti veramente interessanti, fatti che poi dovrebbero segnare il percorso dei personaggi, ce ne sono veramente pochi.

Dopo Chiedimi di amarti, che avevo trovato pessimo, avevo rivalutato la Day con romanzi come Seven years to sin, che non sono affatto male. Tra l’altro l’autrice ringrazia i protagonisti di quest’ultimo romanzo per averle “suggerito la storia di Gideon e Eva”. Nonostante questo, la Crossfire Trilogy la considero un passo indietro.

Wow. Cioè… Wow." è la profondità dei pensieri di Eva quando vede per la prima volta Gideon. E siamo solo all’inizio del libro.

Il problema principale credo sia la mancanza di profondità. Potenzialmente questo libro poteva essere veramente un bel libro, sfiora diversi temi interessanti, però non li approfondisce. Entrambi i protagonisti (e anche qualche personaggio secondario) hanno avuto un’infanzia problematica, hanno subito degli abusi che hanno segnato la loro vita. Sono temi che potevano essere importanti, ma che sono stati affrontati in maniera un po’ sempliciotta (semplicistica), secondo me.

Mi piace il fatto che nessun personaggio presente in questo libro sia veramente senza macchia, tutti hanno difetti che sono più o meno gravi (Gideon ha subito degli abusi, sua madre non ha creduto al figlio quando gliel’ha detto, la madre di Eva è iperprotettiva perché la figlia ha subito abusi dal suo fratellastro e lei non si era accorta, il suo nuovo marito è un po’ troppo indulgente nei suoi confronti, etc…).

Altra pecca è la (poca) plausibilità.
Leggendo questo libro ho spesso pensato: Capitano tutte a loro!
Ad un certo punto la situazione diventa quasi grottesca. Poco credibile è anche il fatto che Gideon possiede praticamente tutta New York: il grattacielo dove lavora Eva, le discoteche dove si reca la sera, il luogo dove vive! E logicamente anche palestre, ristoranti etc… Neanche 50 Sfumature arrivava a tanto (Christian comprava dopo…).

SPOILER
Mi è però piaciuto l’omicidio, anch’esso poco plausibile, ma comunque è stata una svolta molto piacevole della trama. Certo anche qui, magari poteva essere spiegato in maniera più profonda di “Ucciderei per te. Rinuncerei a tutto quello che possiedo per te… ma non rinuncerei mai a te.” Ho apprezzato che poi, subito dopo, ci siano delle ripercussioni (non tanto penali, quanto emotive) anche se anche queste sono state citate sì e no.
FINE SPOILER


Parlando poi di 50 sfumature: possiamo parlare di copia?
Twilight è stato il precursore, 50 Sfumature è stata una sua copia (è stato ammesso che per scriverlo si è preso spunto dalla saga sui vampiri). La trilogia Crossfire? Ha molti punti in comune con 50S, soprattutto all’inizio.  Ad una certa mi sono anche messa a contare i “piegò la testa di lato”, ripetuto all’infinito in 50S (ce ne sono 5 in tutto, qui la Day è stata migliore). A metà del secondo libro si inizia a distanziare.

Riguardo il S/M, se non credevo ci fosse su 50 Sfumature, qui ce n’è anche meno. Almeno lì usavano cravatte e qualche accessorio e Christian aveva una “stanza rossa delle torture”.
Qui lo “scannatoio” è una stanza d’albergo (l’albergo logicamente è di proprietà di Cross) dove la cosa più scioccante è un cassetto che contiene giocattoli erotici. Poi, ho capito che usano una safeword, ma questo non basta a rendere un romanzo “erotico”. Si dovrebbe leggere L’uragano di un batter d’ali, per capire cosa vuol dire.

Un’altra cosa che ho gradito e stata tutta la questione safeword. Per Eva la safeword (che ha liberamente scelto e che non dirò per non spoilerare ulteriormente, ma se ci pensate non è difficile indovinare) significa quello che significava su 50S, cioè “è troppo”. Quando invece è Gideon a pronunciarla, quel “è troppo” ha tutto un altro significato. Se per lei pronunciarla vuol dire “smettila”, per lui è l’esatto contrario. L’ho trovata una cosa molto romantica.

La nota più negativa in assoluto, però, sono I FINALI.
Semplicemente perché non esistono. Sono certa che la Day sappia scriverli, perché in altri suoi romanzi sono presenti, ma qui non ce n’è traccia. Sembra che l’autrice abbia scritto un racconto, poi ha deciso di farne una trilogia, ha chiuso gli occhi e ha scelto a caso i punti in cui finiva un libro e ne iniziava un altro.
Alla fine di A nudo per te (Bared to you) sono rimasta malissimo, rileggendo i pezzi per capire se mi era sfuggito qualcosa che potesse essere considerato un degno finale. Niente. Alla fine di Riflessi di te (Reflected in you), mi aspettavo quello che ho letto, cioè nulla, però ero preparata e sapevo, o meglio speravo, che il finale del terzo libro sarebbe stato un vero finale.

Insomma potete capire come mi sono sentita quando non solo non ho trovato un finale degno di questo nome, ma ho trovato una nota dell’autrice che dimostra che anche secondo lei la conclusione del suo libro non esiste.

Come puoi chiamare trilogia qualcosa che per certo sai non esserlo???
Tu, Autrice #1 New York Times e #1 International Bestseller, devi essere capace di racchiudere una storia in una trilogia, se quello che ti riproponi è scrivere tre libri E BASTA.

Insomma, non mi sono piaciuti più di tanto. Devo ammettere che la storia mi ha preso, non tantissimo, ma abbastanza da odiare il fatto che non so come va a finire. Speriamo in una conclusione nel futuro prossimo.
Nel mentre, se non l’avete già fatto, vi auguro buona lettura.



J.J.P.


PS: E’ uscito il quarto romanzo della trilogia (evito di commentare di nuovo) e l’autrice ha confermato che i libri saranno 5. Nel 2014 dovrebbe anche uscire una serie TV, ma ancora per questa c’è tempo.
Noi attendiamo.
 









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